CARBONETTI E ASSOCIATI -Professionalità e cultura

Sguardi milanesi

a cura di Renata Bianconi e Melina Scalise

Lo Studio Legale Carbonetti e Associati arriva a Milano, nel cuore della città, accogliendone operosità e cultura. I nuovi uffici vi propongono uno spaccato dell’arte che ha contraddistinto il Novecento in collaborazione con archivi storici della città e la Casa Museo Spazio Tadini. Il progetto espositivo a cura di Renata Bianconi e Melina Scalise intende dare valore, cultura, eleganza. Un intervento che testimonia il desiderio di essere parte di una storia, di un processo, di un progetto di valorizzazione del patrimonio comune.

Quattro maestri — Adami, Benevelli, Cavaliere, Tadini — accomunati dal legame con Milano e dalla partecipazione alla storica mostra Operazione Goldfinger (Galleria Levi, 1965), dialogano nella sala riunioni. L’ingresso accoglie i visitatori con una scultura di Emilio Tadini e una fotografia di Francesco Tadini, omaggio a questa città unica e cosmopolita.

Valerio Adami (Bologna, 17 marzo 1935)

Mahler a Dobbiaco, 1972 Acrilico su tela, Cm 163 x 133

Una figurazione che scompone la forma dove persone e oggetti sono proposti in una visione dinamica, enigmatica, psicoanalitica del reale con citazioni letterarie e mitologiche. Mahler compose a Dobbiaco alcuni suoi capolavori.

SALA RIUNIONI


Emilio Tadini (Milano, 5 giugno 1927 – Milano, 25 settembre 2002)

Fiaba dei Tre Pittori, 2000 Acrilico su tela, Cm 200 x 150

Poeta, scrittore, pittore, giornalista. La figurazione come racconto: realismo integrale. Una pittura che spazia dalla Pop art, alla filosofia, dalla letteratura alla mitologia fino alla fiaba. La fiaba come strumento di ricostruzione del mito.

SALA RIUNIONI


Giacomo Benevelli (Reggio Emilia, 3 marzo 1925 – Pavia, 13 giugno 2011)

Fantoccio, 1959 Bronzo patinato, Cm 150 x 30 x 30

La scultura come racconta della materia nella sua plasticità organica, le sue forme sinuose, misteriose, totemiche. Le sue sculture sembrano sempre in divenire, in movimento.

SALA RIUNIONI


Alik Cavaliere (Roma, 5 agosto 1926 – Milano, 5 gennaio 1998)

Monumento alla Mela, 1963 Bronzo, Cm 129 x 33 x 33

La natura diventa scultura, frutti e piante si trasformano in una natura eterna, non morta, ma costretta dall’Uomo. Spesso in gabbia, sotto vetro, costretta. Vari i riferimenti simbolici e surrealisti.

SALA RIUNIONI


Emilio Tadini (Milano, 5 giugno 1927 – Milano, 25 settembre 2002)

Fiore, anni ’90 Metallo laccato, Cm 100 x 60 x 14

Parola e figura sono parte integrante della narrativa di Tadini, a volte intercambiabili, a volte parole anagrammabili cambiano i contesti dei suoi dipinti. Un gioco tra pensiero, espressione e visione.

INGRESSO


Francesco Tadini (Milano 1961) Milano rivisitata in Gotico, 2003 Stampa Fotografica Fine Art, Cm 50 x 50

Luce, spazio, tempo si manifestano in una fotografia che mette in scena l’occhio, il suo muoversi e la materia nel suo farsi.

INGRESSO



Lucio Fontana (Rosario, 19 febbraio 1899 – Comabbio, 7 settembre 1968)

Manifesto mostra Fontana Gallerie Alexandre Iolas 1966- edizioni Sergio Tosi

Artista che cambia radicalmente il rapporto con la tela pittorica esercitando uno squarcio sulla superficie. Una tecnica che poi porta ad altre interventi analoghi come i buchi nella serie la Fine di di Dio. La tela squarciata è un atto simbolico e reale di rottura del passato, della superficie, dell’apparente purezza immacolata per permetterci di vedere oltre la superficie e quindi entrare in uno nuovo spazio cosmico, offrire un nuovo varco alla luce, all’illuminazione creativa. Fonda lo Spazialismo.

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Bruno Munari (Milano 1907- 1998)

Negativo positivo, 1950 tecnica mista su carta cm 24×18 senza cornice

Artista, designer, scrittore. Negli anni dell’esaltazione della tecnica, della scienza, mentre il Futurismo vedeva nella guerra l’unica igiene del mondo, Munari pensa alla tecnica, all’arte come strumento per stimolare la creatività, l’apprendimento, lo sviluppo del pensiero attraverso elementi essenziali. (invenzione delle macchine inutili)

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Grazia Varisco (Milano, 5 ottobre 1937

50×35- VIII/25 Multiplo

La cui ricerca si concentra sul rapporto tra tempo e spazio e l’idea di movimento nell’opera d’arte, op art (optical art). L’occhio cambia l’opera mentre l’opera cambia a sua volta nel tempo, nello spazio e nella luce. Fonda il Gruppo T con Gianni Colombo che trae ispirazione dal pensiero di Munari (opera aperta)

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Agostino Bonalumi (Vimercate, 10 luglio 1935 – Desio, 18 settembre 2013)

Multiplo su carta

La tela diventa materia flessibile, si sperimenta la tridimensionalità, le sue potenzialità espressive seguendo logiche geometriche. La tela non è più supporto, ma scultura, volume, proiezione di ombre, gioco di cambiamento della luce, scoperta dell’”inganno” e della ricerca dell’occhio.

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Mimmo Rotella (Catanzaro, 7 ottobre 1918 – Milano, 8 gennaio 2006)

Serigrafia e collage – cm 80×59,5 – 2000

Noto per i suoi decollage: frammenti di manifesti (ready Made) diventano testimonianze e narrazione del contemporaneo. l’arte non deve più “inventare” immagini sulla tela, ma deve prendere i pezzi della realtà stessa. Porta il muro urbano nello studio d’arte: la pubblicità seriale diventa pezzo unico, emblema di fratture, di ribellioni, ma anche di assuefazioni.

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Giulio Paolini (Genova, 5 novembre 1940)

Antologia 50×50 – 76/80 multiplo

Le sei litografie, siglate ciascuna da un titolo individuale – Isfahan, Epidauro, Rebus, Monitor, Antologia, Collezione – presentano una “collezione” eterogenea di immagini. Visivamente autonome l’una dall’altra, condividono la messa a fuoco del centro ottico, quale punto di fuga prospettico e semantico.

Antologia l’immagine di una “antologia” di colori su un foglio bianco è coperta, in corrispondenza dei vertici dell’immagine, dagli angoli lacerati di un altro foglio bianco; la parte restante di questo secondo foglio è accartocciata al centro, come a fare eco alla mescolanza informale dei colori.

Paolini guarda dentro all’arte stessa, alla sua storia, ai suoi meccanismi interni. La tela è il luogo della progettazione e su cui cade lo sguardo di chi osserva. Tuttavia è anche luogo della memoria, della nostra storia e occupano un ruolo nello spazio, nel tempo.

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Gianni Dova (Roma, 8 gennaio 1925 – Pisa, 14 ottobre 1991)

70×50 – multiplo II/40

Dopo l’adesione allo spazialismo di Fontana, fonda il movimento di Arte Nucleare con Sergio D’Angelo. Esplora la materia interna, il microcosmo, le dinamiche della luce e del caos che lo governa, il surreale che lo abita. La visione del microcosmo è la messa in discussione della forma visibile e riconoscibile.

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Giò Pomodoro (Orciano di Pesaro, 17 novembre 1930 – Milano, 21 dicembre 2002)

acquaforte

Le tensioni della materia, la sua architettura interna rigorosa che contrasta con la fluidità della superficie. La scultura come strumento al servizio anche del paesaggio.

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Mario Schifano (Homs, 20 settembre 1934 – Roma, 26 gennaio 1998)

Safety – 50×60 – Serigrafia IV/10 – Safety, 1968

La cultura pop italiana vede in Schifano l’opera diventare supporto del racconto collettivo che arriva dalla strada, dalla pubblicità. La cultura di massa e dei consumi subisce decadenza e immortalità nelle sue tele. Televisione, cinema e fotografia diventano i media che filtrano la visione del reale e su cui concentra il suo lavoro. Se in America il Pop è il prodotto di consumo, in Italia lo è anche la storia.

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Lucio Del Pezzo (Napoli, 13 dicembre 1933 – Milano, 12 aprile 2020)

56×76 – HC – La casa di Melnikof

Omaggio a Konstantin Melnikov ha costruito la sua casa sperimentale in un quartiere preferito dell’intellighenzia russa, Arbat. È stato concepito come un modello per le nuove case lavoratori . Oggi la costruzione è Melnikov House Museum. Gli archetipi, le forme primitive un’archeologia della forma e del pensiero.

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Fernando De Filippi (Lecce, 11 aprile 1940)

Arbor solis – cm.92×63 – acrilici su tela sagomata – 2012 –

Per l’artista il pop non è l’oggetto e la cultura di massa, ma l’opposto: prende le icone della propaganda politica e le tratta come prodotti di consumo di massa. Si contrappone al vuoto ideologico e lo esalta, lo ironizza, tra storia e nuove iconografie. La sua è un’arte impegnata politica, ideologica.


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Joe Tilson (Londra 1928- 1923)

chthonic box mixed media 50×40 1976 58/100

Materiali semplici, origini della forma e della struttura. Chthonia in greco si riferisce a ciò che ha a che fare con la Terra, ai suoi rituali. Era una dea destinata al sacrificio da suo padre re di di Atene: ma uccidendo lei si uccisero tutte le altre figlie. Il senso è perdere uno è come perdere tutti. L’idea di Tilson è evidenziare i sistemi, i codici una sorta di ricerca di decodifica dei sistemi complessi.

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Emilio Tadini

opera su tela anni 70 serie Time

Time (1923), un gioco ironico sulla copertina di una rivista che vede al centro la cultura dell’Uomo….il cui titolo è acronimo di “Today Information Means Everything”

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Camilla Adami (Milano 1939 – Meina 2023)

opera su tela 62,5×42,4 senza titolo

” Sono un’artista e non un intellettuale.
La mia ricerca è prima di tutto sensibile. 
Quasi tutte le parti del mio corpo pensano e il mio cervello partecipa” . Il suo è un disegno viscerale a carboncino, figure monumentali di primati e corpi ibridi. | Rifiuta l’intellettualismo della linea; torna alla carne e all’istinto selvaggio per spogliare l’uomo dalle sovrastrutture borghesi. | Il mito del “Buon Selvaggio”, l’anti-razionalismo e l’animalità. |

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Giancarlo Iliprandi (Milano, 15 marzo 1925 – 15 settembre 2016)

12×16,5 – serie Niger – Azalay, La caravana del Sale – disegno acquarello nelle Reneè del Sud – 1997 1

Giancarlo Iliprandi

12×16,5 – serie Niger – Azalay, La caravana del Sale disegno acquarello nelle Reneè del Sud – 1997 2

Giancarlo Iliprandi

12×16,5 – serie Niger – Azalay, La caravana del Sale disegno acquarello nelle Reneè del Sud – 1997 3

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Giancarlo Iliprandi – disegnatore, designer, grafico: una creatività curiosa e votata alla comunicazione e alla causa sociale. Sue molte campagne e lavori per Rinascente e i suoi manifesti Basta una pillola per il controllo delle nascite.


Valerio Adami

Disegno a matita The Great Moghul del 3-3-1994

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In collaborazione con

Archivio Valerio Adami  ·  Archivio Giacomo Benevelli  ·  Centro Artistico Alik Cavaliere  · Casa Museo e archivio Emilio Tadini · Francesco Tadini


Via Jommelli 24 — 20131 Milano  ·  http://www.spaziotadini.com